La Garfagnana custodisce un patrimonio gastronomico unico: la Farina di Neccio DOP, un prodotto che racconta secoli di storia e tradizione. In questo territorio toscano, dove il termine "neccio" identifica la castagna, si tramanda un'arte millenaria di produzione che ha origini intorno all'anno Mille. Un'eredità millenaria
La farina di neccio si distingue per la sua consistenza finissima e il caratteristico colore che oscilla tra il bianco e l'avorio, accompagnato da un inconfondibile profumo di castagne. La produzione tradizionale avveniva nei "metati", particolari costruzioni in pietra disseminate nei castagneti della Garfagnana. Questi edifici, progettati con sapiente architettura, prevedevano un solaio in legno che divideva lo spazio in due: nella parte superiore si disponevano le castagne, mentre sotto si manteneva un fuoco lento e costante per circa 40 giorni.Dal metato alla tavola
In passato, la Garfagnana vantava una ricchezza impressionante: circa cinquanta metati, oltre 7000 castagni destinati alla macinazione e ben 250 mulini. Questo sistema produttivo capillare testimonia quanto la castagna fosse centrale nell'economia e nell'alimentazione locale.La versatilità in cucina
La farina di neccio si presta a numerose preparazioni tradizionali. Tra queste, i necci rappresentano forse l'espressione più autentica della cucina garfagnina, tanto da essere considerati il "pane" locale. A questi si aggiungono la polenta di neccio (detta anche pattòna) e i manfrigoli, preparazioni che ancora oggi raccontano la storia di questo territorio.Un alimento prezioso per la salute
Oltre al suo valore culturale, la farina di neccio offre notevoli benefici nutrizionali. I dolci preparati con questa farina, spesso arricchiti con ricotta fresca, rappresentano un'alternativa salutare ai dolci industriali. Un esempio è la pattòna, che fornisce il 50% del fabbisogno giornaliero di folati e più di un quarto della vitamina B6 necessaria.I necci: la tradizione che si rinnova
Per preparare questi deliziosi "pancake" di castagne, la tradizione prevede l'uso di testi in ferro o terracotta, anche se oggi molti utilizzano moderne padelle antiaderenti. L'impasto, ottenuto mescolando la farina con acqua e un pizzico di sale, viene cotto fino a ottenere delle sottili focaccine, tradizionalmente farcite con ricotta fresca.
La Farina di Neccio della Garfagnana DOP rappresenta molto più di un semplice ingrediente: è la testimonianza di come un territorio abbia saputo trasformare una risorsa naturale in un'eccellenza gastronomica, mantenendo viva una tradizione millenaria che ancora oggi ci regala sapori autentici e genuini.
